Pantelleria

In 80 chilometri quadrati sono condensati archeologia e mare, montagne e saune naturali, spiagge e mitologia. Pantelleria è cultura sicula pura ma anche simbolo d'apertura, mentre guarda e quasi tocca le coste tunisine. L'hanno amata poeti e registi che di lei, negli anni, hanno detto le cose più belle: che sembra la luna, che è specchio di un'Italia che non c'è più, che anche lo scatto più bello non le renderebbe giustizia. Più a sud del sud, Pantelleria è la meta ideale per una vacanza al primo sole dell'estate.

Cala Gadir a Pantelleria © bdomanska

Pantelleria è Sicilia, ma è anche qualcosa in più. Ha mare e cielo per il suo essere isola, ma non solo. Chi la ama, lo fa soprattutto per le sue mille anime: quella vulcanica, quella salata, quella ventosa, quella isolana. Non una scompare al cospetto delle altre, ma tutte rimangono legate al cuore di questa pezzo di terra al largo di Trapani che quasi tocca la costa della Tunisia. C'è archeologia e storia, a Pantelleria, ma ci sono anche vette su cui fare trekking e spiagge nascoste in cui godersi le mille sfumature del mare. In un solo giorno sull'isola del vento si può fare tutto: un tuffo e un'arrampicata, un pranzo che è un tripudio di sicilianità e una cena dalle vibrazioni arabeggianti. Pantelleria è natura selvaggia e glamour, angoli silenziosi e isola amata dai personaggi famosi che l'hanno eletta a nido sperso nel nulla. Non perde un briciolo di fascino per questi suoi contrasti, anzi: come di lei una volta ha detto il regista Giuseppe Bertolucci, "è la prima isola al mondo che non mi provoca ansia e desiderio di fuga, ma solo calma e voluttà".

Pantelleria, l'isola dai mille volti

Pantelleria si estende per circa 80 chilometri quadrati al largo della costa trapanese, più vicina alla Tunisia che all'Italia e mediterranea nello spirito. I marinai arabi la chiamavano Bent el Riah, "figlia del vento", ma nei secoli di nomi ne ha avuti molti: è stata Isola Ogigia, luogo dell'amore tra Calypso e Ulisse secondo Omero, ma anche "Isola degli struzzi" per i Fenici, Cossyria in epoca greco-romana fino agli Angioini, che le hanno dato il nome che, fiera, porta ancora oggi. Mille nomi, mille anime: per Pantelleria non c'è espressione più vera. L'eruzione vulcanica che l'ha generata oggi le ha regalato un altro nome: Perla Nera. Nere sono le rocce che la formano, neri sono i suoi scogli. C'è chi la ama per i suoi tramonti, chi preferisce l'alba: a Pantelleria sono serviti entrambi, basta scegliere come gustarsi il sole e svegliarsi all'ora giusta.

Natura incontaminata e macchia mediterranea, uva zibibbo e ulivi, Bacio Pantesco e capperi sono i contrasti dolci e salati di un'isola che è antica quasi come il mondo. Oggi è meta di turismo di massa soprattutto in estate, quando la caletta sotto l'Arco dell'elefante o il lago delle Ondine prendono vita e si riempiono di folla, che ama disperdersi per mare tra un tour delle isole Eolie e un giro nella popolarissima Favignana. Con i primi caldi, Pantelleria dà il suo meglio: non solo perché le spiagge sono più sgombre che in agosto, ma anche perché i famosi venti di cui si trova al crocevia regalano panorami naturali incredibili oltre il mare e oltre il sale.

La Montagna Grande è un bosco di pini nel Parco Nazionale di Pantelleria che ancora oggi sbuffa fuori fumo e calore: è amatissima da chi ama fare trekking dolce e con i suoi 836 metri regala sentieri e panorami, con uno sguardo alla costa tunisina e, nei giorni migliori, anche a quella sicula. Lungo il suo profilo, l'isola tira fuori anche la sua anima termale: a contrada Sibà c'è un antro naturale nascosto nella roccia che cela un angolo a 38°, mentre a nord, nel lago chiamato Specchio di Venere si mescolano acqua piovana e acque termali per creare fanghi incredibili. Qui il mito racconta che Venere si specchiasse come ora fa la la montagna nei giorni luminosi prima dei suoi incontri con Bacco, a rappresentare un'altra delle mille anime di Pantelleria, quella leggendaria. A Cala Gadir ci sono le vasche termali più ambite, con acque considerate da sempre miracolose, una sorta di incantesimo di protezione che regala a questa zona dell'isola anche il suo nome: gadir in lingua semitica vuol dire "luogo protetto" e i suoi doni partono dall'acqua e arrivano alle pareti delle vasche, dove la speciale alga che vi si forma guarisce affanni e sinusiti. Sotto le sue acque in prossimità del porticciolo, gli amanti delle immersioni troveranno i resti di due relitti che stanno accomodati qui dal I al III secolo a.c. in un percorso archeologico che esplora il fondale e non solo le parti emerse. Con la Grotta di Sateria (dove, secondo il mito, Ulisse e Calypso si incontravano in segreto) e quella di Cala Nicà Pantelleria diventa terapeutica, un antidoto ai malanni a cielo aperto. I tipici geyser dell'isola, le favare, arrivano anche a 100 gradi e diventano vita per gli animali dei locali, che riutilizzano i loro getti d'acqua per abbeverarli.

Pantelleria, tra archeologia e spiagge

I percorsi archeologici, a Pantelleria, non si esauriscono sott'acqua. Sopra il pelo del mare c'è il castello in pietra lavica intorno al quale ruota la vita dell'isola e il suo borgo abitato: il castello di Pantelleria guarda verso il mare dall'epoca medievale e da allora è stato punto di vista eletto per scoprire i nemici in arrivo dall'acqua. L'Acropoli di San Marco, la necropoli formata dai sesi (ovvero le sue tombe a cupola misteriose) tra Mursia e Cimillia, i cimiteri bizantini a Khamma, Ghirlanda e Monastero fanno di Pantelleria un luogo a metà tra mito e storia che resiste nonostante il vento, da millenni. A tenere alte le vette di fascino ci pensano poi lspiagge di Pantelleria, suggestive a partire dal nome: c'è la cala del Bue Marino, la Grotta delle Sirene e la Cala Cinque Denti da cui è possibile raggiungere la grotta naturale Scarpetta di Cenerentola solo via mare; e c'è cala Tramontana e poi cala Levante, riparata dai venti e per questo prediletta dai turisti. La Balata dei Turchi è "frequentata" da oltre 7 mila anni: oggi è uno dei luoghi più suggestivi dell'isola, per le sue scogliere a strapiombo e la colata lavica che la incornicia, uno dei più difficili da raggiungere via terra, perfetta da godersi con l'arrivo via mare.

Dormire in un dammuso, tipica costruzione dell'isola, è una delle cose da fare a Pantelleria: l'isola ne conta almeno 7 mila sparsi sulla superficie e si dividono in luoghi di soggiorno, case private, magazzini diroccati e hotel extra lusso che hanno attirato non poche celebrità in passato. Il dammuso ha storia antica e un valore culturale inestimabile, che lega il popolo locale all'acqua: le speciali cisterne per la raccolta di quella piovana di cui sono dotati i dammusi garantivano alla famiglia autosufficienza e vita in modo naturale e anti-spreco. Una filosofia, quella di queste costruzioni tipiche, che ancora oggi si tramanda insieme alla resistenza delle loro mura.

Tra sentieri naturalistici e fari (quello di Punta Spadillo è il più suggestivo dell'isola), esperienze gastronomiche che mescolano il meglio di cultura mediterranea e mediorientale, bagni di sole e tuffi nel fango termale, Pantelleria ha all'apparenza il gusto forte dei suoi capperi, ma conserva un retrogusto dolce come quello dei dolci alla ricotta tipici della Sicilia. Non manca niente, in questi 80 chilometri quadrati di ginestre e sassi neri, di sbuffi di fumo e rovine: persino il sole non sa da che parte guardarla per ammirarla meglio e così la saluta due volte, all'alba e al tramonto.

 

by www.lonelyplanetitalia.it

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